Gli animali dei circhi
non hanno nulla in comune con i loro simili che vivono in natura:
completamente snaturalizzati privati nel modo più violento
delle loro esigenze etologiche e biologiche. ..
Gli
animali che vediamo nei delfinari, vivono in condizioni pietose e
vengono costretti a comportamenti contrari alla loro natura
etologica. ..
Le Vaccinazioni del Cane
e del Gatto
Dottor
Stefano Cattinelli
Le vaccinazioni fanno parte di una
serie di scelte con le quali siamo chiamati a
confrontarci, nel cammino di vita che condividiamo con
l’amico animale.
Nel testo a carattere autobiografico, l’autore descrive
la propria esperienza e il percorso evolutivo
individuale, inserito nell’ambito della carriera medica,
fin da quando appena laureato e tirocinante, muove i
primi passi nella professione……. non da protagonista, ma
attraverso automatismi standardizzati e protocolli
imposti.
Egli descrive i propri
conflitti interiori che a volte dolorosamente si facevano sentire
attraverso crisi profonde di risveglio della coscienza che alla fine
o forse all’inizio, finalmente libera dalle catene del pensiero
pensato , si realizza nella personalizzazione della scelta medica.
Ecco che nel dottore nasce il terapeuta, colui che “cura” che
sorregge i pazienti attraverso l’arte nobile della medicina e
considera oltre l’aspetto fisico materiale , anche quello
psicologico e spirituale cioè il senso della vita animale sulla
terra in relazione a quella dell’uomo, in tutta la sua interezza.
Interessante è anche l’analisi del rapporto medico – paziente in cui
si passa “dalla delega… alla presenza”.
E’ l’invito a divenire alla luce della consapevolezza, medici di se
stessi e del proprio compagno di viaggio.
E’ un libro da non perdere, scritto con amore che arriva al cuore.
Con affetto Grazia
Stella
Perché vaccinare così
tanto i nostri animali? Quanto dura effettivamente una vaccinazione
nell’organismo animale? Quanto influiscono le vaccinazioni nel
sistema economico di ogni singolo professionista?
Questo libro è l’unico testo italiano, scritto da un veterinario,
che parla di questi argomenti.
parole di
Stefano.... "E' giusto
vaccinare così tanto il mio cane e il mio gatto?
La prima volta che sentii parlare degli effetti collaterali delle
eccessive vaccinazioni fu alla scuola di Omeopatia che frequentai
quindici anni fa.
“Sicotizzazione”, si diceva: l’organismo reagiva a queste ripetute
sollecitazioni del sistema immunitario come se fosse stato un fico (sicos)
e cioè cercando di portare all'esterno, come il fiore del fico,
quello che gli veniva inoculato e che non gli serviva.
C’erano nel repertorio (il testo base di consultazione di ogni buon
omeopata) ben 29 rubriche che parlavano delle reazioni alle
vaccinazioni; erano elencate una serie di reazioni immediate, come
le diarree, la febbre, gli eritemi cutanei, i foruncoli, l’insonnia,
le infiammazioni alle orecchie, i gonfiori agli atri, la nausea, e
perfino l’asma, ma anche dei rimandi a problemi derivanti da
vaccinazioni ripetute che si allacciavano perfino alla singola
storia famigliare.
Hahnemann (il fondatore dell’omeopatia), nonostante in quell’epoca
le vaccinazioni fossero appena agli albori della loro storia,
insieme ai suoi successivi collaboratori, aveva già capito che
stimolare continuamente e ripetutamente la “forza vitale”
dell’organismo (quell’energia che ha la funzione di mantenere in
equilibrio il sistema stesso), attraverso gli atti vaccinali, poteva
determinare nell’organismo stesso delle reazioni di difesa.
In altre parole al Sistema Immunitario dell’individuo queste
sollecitazioni non apparivano davvero come semplice acqua fresca e,
chi più o chi meno, chi prima e chi dopo, avrebbe reagito come
meglio poteva.
Dovette però passare molto tempo prima che mi accorgessi di questo
fatto; nella pratica, intendo: quasi una generazione di animali.
La consapevolezza dei miei atti nei confronti di quegli animali, che
a me si affidavano per essere guariti, è cresciuta poco a poco; è
cresciuta con loro; vedendoli crescere, vedendo come stavano con o
senza l’abuso della metodica vaccinale.
Vedendoli invecchiare, osservando nei dettagli se quei testi scritti
ai primi dell’ottocento, la cui lettura tanto mi aveva affascinato,
avevano detto cose vere.
Quei papillomi, quei tumorini sulla pelle, che così spesso gli
animali anziani manifestavano, quelle neoformazioni che così tanto
ricordavano dei piccoli fichi, era anche questo che si intendeva per
“sicotizzazione”?
Fu in quel periodo che decisi di mettere in discussione la pratica
delle vaccinazioni.
E con essa anche il mio lavoro.
“Ma erano veramente liberi i consigli che davo al mio cliente?
Liberi da qualunque vincolo che non fosse il bene dell'animale?
Quel "mio fare" era veramente un atto del quale il mio cliente si
poteva fidare?
E chi era lui, il mio cliente, colui il quale riponeva piena fiducia
nelle mie azioni?
Era una persona che era in grado di scegliere, liberamente, in base
alle informazioni che riceveva o era qualcuno che semplicemente si
fidava di me? Che delegava a me l'intero percorso sanitario del suo
animale?
Ho sempre pensato che il veterinario avesse la possibilità di
crescere soprattutto grazie alle esperienze e alle iniziative dei
propri clienti; che vivesse grazie a questo scambio; l'ho sempre
pensato e l'ho sempre voluto applicare.
Io facevo una diagnosi, prescrivevo una terapia e poi e il cliente,
attraverso le sue osservazioni su come stava andando il percorso
terapeutico del suo animale, mi donava la possibilità di imparare a
fare diagnosi e terapie sempre migliori. Attraverso questo mio miglioramento l'animale che viveva con lui, e
tutti gli altri, ne avrebbero tratto beneficio.
Veterinari, certo, non si nasce... si diventa.
Un giorno venne da me un ragazzo di circa trent’anni; venne perché
il cane zoppicava.
Alla fine della visita, per curiosità, chiesi se il cane aveva il
libretto delle vaccinazioni.
Lui mi guardò e, con un sorriso un po’ orgoglioso, mi disse che il
cane non era mai stato vaccinato e che lui non aveva mai vaccinato i
suoi cani e che comunque erano stati sempre bene e che quelli che
erano morti se n’erano andati per vecchiaia.
Così capitò… che un giorno mi trovai di fronte ad un cane mai
vaccinato e che frequentava un ambiente a rischio di contrarre
quelle malattie nei confronti delle quali io ero solito vaccinare e
nonostante il fatto che non avesse avuto mai nessuna copertura
vaccinale, questo cane non aveva contratto mai nessuna malattia...
ecco..., come dire, io mi sentii in dovere di andare in crisi.
Mi sentii in dovere di mettere in crisi quello che avevo imparato;
quello che mi avevano insegnato.
E se poi, con il passar del tempo, questo cane invece di essere uno
sarebbero diventati due o tre o quattro o più...?”. Tratto dal libro
Le vaccinazioni del cane e del gatto: dalla vaccinazione
“obbligatoria” ad una profilassi consapevole.
Il libro che vi presento rappresenta una tappa del mio cammino; come
lo è stato Amici fino in fondo.(AAMTerranuova edizioni). Un
passaggio quasi obbligato, direi richiesto a gran voce da chi ha a
cuore la salute del proprio animale.
Perché devo vaccinare ogni anno il mio animale? Quando dura la
stimolazione anticorpale nell’organismo animale? Cosa posso fare per
migliorare la sua salute? Perché non esistono pubblicazioni che
trattano questo argomento?
Tutte domande che mi sono fatto anch’io e alle quali ho cercato di
dare una risposta proprio attraverso questo libro.
E’ possibile ordinare direttamente il libro sul sito
"Siamo
ciò che mangiamo"
Dal momento in cui con amore
accogliamo in casa un animale,
dobbiamo provvedere noi ad
alimentarlo, poiché non può
procurarsi il cibo da solo !!
Cosa fare per rispettare le
sue tendenze naturali ? ...